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Castello di Castelfondo

di Venerdì, 11 Aprile 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 09 Aprile 2015
Immagine decorativa

Il maniero, immerso nel verde, sorge sul promontorio fra i precipizi del rio Robiola e del torrente Novella, prima del paese di Castelfondo. Il mastio rappresenta la parte più antica del complesso: addossati a quest'ultimo sorsero i vari corpi di fabbrica, protetti da una o più cerchie di mura: il castello era sede della più ampia giurisdizione tirolese della valle di Non, comprendente Melango (oggi Castelfondo), Raìna, Dovéna, Brez, Arsio, Traversara, la valle di Senales/Schnalstal, Ruffré, Dos, Amblàr, la valle di san Romedio e Tavón.

Nel corso dei secoli il maniero subì ricostruzioni e modifiche: gli apprestamenti difensivi rendono conto del valore strategico del complesso, passato a diversi proprietari. Dai primi Castelfondo pervenne per via matrimoniale a Godescalco di Cagnò che nella seconda metà del XIII secolo lo vendette per 1800 marche veronesi a Mainardo II conte del Tirolo. Questi iniziò così l'occupazione di gran parte della valle di Non, riuscendo in breve a controllarne i vari passaggi: Palade, Mendola, Rocchetta, Molveno, Zambana vecchia-Fai della Paganella. All'inizio del Trecento Enrico III di Rottemburgo ottenne il castello e la relativa giurisdizione. Nel 1412 il maniero tornò nella persona di Federico IV duca d'Austria ai conti del Tirolo, che lo governarono per diversi anni con dei capitani, fino alla metà del secolo, quando lo ricevette come feudo pignoratizio Bernardo Fuchs von Fuchsberg. Nel 1471 Baldassare e Simone Thun ottennero il maniero di Castelfondo. Dal punto di vista architettonico va rilevato l'intervento promosso da Simone Thun allo scadere del XVI secolo, con la realizzazione nel cortile interno di un elegante porticato a quattro archi a tutto sesto, opera del maestro muratore Lorenzo di val d'Intelvi, compiuta nel 1492. Fra gli eventi storici più significativi si ricordi l'assedio da parte dei contadini insorti nel 1525 durante la guerra rustica; nel febbraio 1670 un incendio causò gravi danni e nel gennaio del 1738 due roghi distrussero di nuovo il complesso e, in parte, il corposo archivio di famiglia. Il castello, abbandonato dai proprietari trasferitisi in Boemia, cadde lentamente in rovina, fino al passaggio ai conti Thun della linea di castel Braghér. Guidobaldo (1808-1865) e il figlio Galeazzo (1850-1931), Gran Maestro dell'Ordine di Malta dal 1905, lo restaurarono nel corso del XIX secolo, riportandolo a un nuovo splendore. Il maniero conserva una biblioteca, un archivio, diverse opere d'arte e una collezione di armi. Fra i diversi ambienti interni si possono ricordare la Camera del foro, la Stanza del camino, la Camera longa, la Camera di don Chisciotte, la Camera dei vescovi con ritratti dei presuli Thun e il Salone degli antenati. Sul dosso dove sorge il castello esisteva la chiesa parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria, citata già nel 1282 e sottoposta a restauro nel 1528. Nel 1945 sono stati scoperti sotto la calce dell'abside affreschi di pregevole fattura, sembra di più epoche. Un ciclo di pitture reca la firma di Kaspar Blabmirer, attivo qui nel 1433. Accanto alla chiesetta si innalza la torre circolare, alta circa 25 metri, merlata e coperta con tetto conico, costruita tra il 1468 e il 1470. È chiamata torre di santa Maria sul dosso di Castelfondo. Alla sua costruzione contribuirono gli abitanti del luogo, costretti con la forza dall'ordine del 1465 dell'arciduca d'Austria e conte del Tirolo Sigismondo, per punizione di un loro tentativo di sommossa (Inama V., Il castello e la giurisdizione di Castelfondo nella valle di Non, "Archivio Trentino", XV (1901), pp. 135-184; Von Voltelini H., Le circoscrizioni giudiziarie del Trentino fino al 1803, cura di E. Curzel, "Archivi del Trentino: fonti, strumenti di ricerca e studi", 3. Collana di pubblicazioni a cura del Servizio beni librari e archivistici della Provincia autonoma di Trento, Trento 1999, pp. 77-80; Gorfer A., Guida dei castelli del Trentino, Trento 19672, pp. 569-583; Tabarelli G. M. e Conti F., Castelli del Trentino, Novara 1981, pp. 163-164).

Tipologia di luogo
Collocazione geografica