Dovéna

di Giovedì, 09 Aprile 2015

Dovéna (1013 s.l.m.), frazione di Castelfondo, ai limiti del burrone del torrente Novella, la cui etimologia è da riferire al termine latino alnus, "ontano" (Mastrelli Anzilotti G., Toponomastica trentina. I nomi delle località abitate, Trento 2003, p. 336). La chiesa di sant'Antonio abate, già esistente nel 1537, subì una ricostruzione fra il 1890 e il 1909.

La facciata presenta un campaniletto a vela, un rosone al centro e un portale in pietra bianca. L'interno, a navata unica, ha volte a vela, arco trionfale a tutto sesto e abside sopraelevata di due gradini. La decorazione ad affresco, opera del 1945 di Teodoro Fengler de Vogg, raffigura il Martirio di san Lorenzo martire sulla parete destra, il Sacro Cuore in gloria e angeli nel catino, sant'Antonio che calpesta il diavolo e sant'Antonio che riceve il pane dal corvo nell'abside. L'altare maggiore in marmi policromi, dello scadere del XIX secolo, è sormontato da una nicchia, contenente una statua lignea ottocentesca, rappresentante sant'Antonio abate. Presso l'arco santo sono collocate due statue lignee di fattura moderna, raffiguranti la Madonna Immacolata e san Giuseppe con il Bambino (Guide del Trentino. Val di Non: storia, arte, paesaggio, a cura di E. CalloviI e L. Siracusano, Trento 2005, pp. 178-179).

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