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Storia

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 09 Aprile 2015
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La "guerra dei contadini" o Bauernkrieg rappresenta uno dei momenti più significativi del passato di Castelfondo. Scoppiata in Germania nel 1524 con episodi in Svevia e lungo il fiume Reno, ben presto interessò a nord Turingia e Sassonia, a est Carinzia e Tirolo. I ribelli non erano spinti tanto dalla miseria, dato che in quelle regioni era diffusa la piccola e media proprietà contadina, quanto dall'aspirazione di ristabilire le antiche consuetudini contro le usurpazioni signorili, che tendevano ad accrescere i prelievi feudali e a impadronirsi dei beni delle comunità.

Le ultime fasi della vicenda si svolsero in Tirolo nel 1526 dove Michael Gaismair (1490-1532) aveva promosso un nuovo ordinamento politico-sociale di avanzato carattere democratico. La rivolta, arrivata da nord, scoppiò nel 1525 a Bressanone/Brixen e si estese in modo progressivo (Chiarotti F., L'insurrezione contadina del 1525 nell'analisi degli avvenimenti dell'Anaunia, in Storia del Trentino, IV. L'età moderna, a cura di M. Bellabarba e G. Olmi, Bologna 2002, pp. 157-192). Come ricordava Antonio Zieger "Il popolo furibondo invase ed incendiò castelli, conventi, canoniche; diede la caccia ed uccise parecchi signorotti che si atteggiavano a tiranni; e nello stesso tempo i convegni pubblici chiedevano la riduzione dei conventi, l'erezione di ospedali per i poveri, il diritto per ogni paese di scegliersi il parroco, e per ogni giurisdizione di nominarsi il giudice." (Zieger A., Storia della regione tridentina, Trento 19812, p. 183). Adolfo Cetto sottolineava che la guerra rustica in regione, rispetto a quella esplosa nei paesi tedeschi, manifestò delle differenze "non solo perchè fu condotta senza un piano ben chiaro e determinato e senza una mente direttrice che coordinasse e riducesse a unità tanti moti incomposti e tumultuari, animati dalla passione e dall'odio, ma anche per il fatto che ad essa è estranea alla propaganda delle idee ereticali (luteranesimo, anabattisti) della quale s'erano fatto un'arma i contadini tedeschi. Il motivo religioso vi si manifesta solo indirettamente nel suo aspetto morale, in quanto che i contadini, nella loro candida fede, insorgevano contro il clero e gli ordini religiosi troppo avidi di beni terreni e corrotti: il gregge era migliore dei pastori." (Cetto A., Castel Selva e Levico nella storia del Principato Vescovile di Trento: indagini e memorie, [s.l.; s.n.], [1952?], pp. 255-256). Nel 1525 secondo Carl Ausserer il castello sarebbe caduto nelle mani dei rivoltosi (Ausserer C., Der Adel des Nonsberges, Vienna 1900. Traduzione italiana di G. Mastrelli Anzilotti, Le famiglie nobili nelle Valli del Noce, Malé - Trento 1985, p. 129), Vigilio Inama però sulla base dei documenti d'epoca, confutava questa possibilità: il dinasta Bernardino Thun per i saccheggi perpetrati nei dintorni riportò ingenti danni e sua moglie Brigida d'Arsio spaventatasi a tal punto per quegli eventi, cadde malata e si spense in breve tempo (Inama V., Il castello e la giurisdizione di Castelfondo nella valle di Non, "Archivio Trentino", XV (1900), p. 155).