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Personaggi illustri

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 09 Aprile 2015

Elenco dei personaggi illustri

Genetti

Famiglia originaria da Castelfondo, i cui membri sono ricordati come uomini liberi dal 1265. Un ramo è documentato a Villa Agendo e a Telve nella prima metà del XVI secolo. Massimiliano II il 29 aprile 1573 concesse a Sebastiano la nobiltà del Sacro Romano Impero. I Genetti nel 1605 ottennero di essere annessi alla matricola nobiliare tirolese. Dopo la loro estinzione il cognome, lo stemma e i predicati von der Haiden und Lilienberg passarono al casato Buffa nel 1674. L'arma Genetti è visibile a Castelfondo su una delle chiavi di volta della chiesa parrocchiale e sul serraglio di un portone in paese (Tabarelli De Fatis G. e Borrelli L., Stemmi e notizie di famiglie trentine, "Studi Trentini di Scienze Storiche", sezione prima, LXXXIII (2004) - LXXXIV (2005), supplementi, pp. 137-138 e 66).

Thun

Nel 1471 Simone Thun ottenne il castello di Castelfondo e provvide a lavori di sistemazione; suo nipote Bernardino (1466-1539) difese il maniero nel corso della rivolta dei rustici nel 1525. Cipriano (morto nel 1573) è considerato il fondatore della linea di Castelfondo e Braghér, mentre Giovanni Cipriano ( morto nel1631) diede origine alle linee Thun di Boemia. Cristoforo Simone (morto nel 1635) ottenne il titolo di conte nel 1629 e fu gran priore dell'Ordine di Malta in Boemia, dove si trasferì, presto raggiunto dai suoi parenti. Il castello rimase in custodia a capitani e custodi. Nel 1779 si estinse la linea Thun di Castelfondo con la morte del conte Romedio Giovanni Francesco e la vedova Maria Waldstein-Lagnasco vendette il castello a Giuseppe Giovanni Antonio conte Thun della linea di castel Braghér. Gli attuali proprietari discendono dal conte Guidobaldo che ridiede splendore al maniero, assieme al figlio conte Galeazzo ( morto nel 1931), eletto nel 1905 Gran Maestro dell'Ordine militare di Malta (Gorfer A., Guida dei castelli del Trentino, Trento 19672, pp. 579-580).
Due tele della quadreria del castello rappresentano Giacomo Thun effigiato come uno scheletro, tranne il capo. Nella mano destra tiene un cartiglio sul quale si legge: "Qui est homo qui vivat et non videbit mortem?", ovvero "Chi è l'uomo che vive e non vedrà la morte?". L'altro dipinto ritrae Anna Barbara Thun-Caldes in veste di cacciatrice. (GORFER A., Guida dei castelli del Trentino, Trento 1965, pp. 545 e 547).

Giovanni Clementi 

Giovanni Clementi (1803-1846) appassionato di storia, intraprese il riordinamento dell'archivio parrocchiale di Castelfondo tra il 1820 e il 1840. Provvide a compilare dei manoscritti relativi alle vicende del luogo, utilizzati in seguito da studiosi come, per esempio, Vigilio Inama. Scrisse inoltre Il trattatello sull'emporio anauniese, Appunti e schizzi genealogici sulle famiglie di Castelfondo, Stato della religione primeva dell'Anaunia, Raccolta di poesiole romantiche. Alla sua morte decise di lasciare tutti i suoi manoscritti e i documenti alla parrocchia di Castelfondo (Clementi D., La storia del Paese, in Castelfondo e la sua storia, Castelfondo - Trento rist. 1990, pp. 63-64).